Cosa e dove mangiare in Giappone: la nostra esperienza tra Osaka, Kyoto, Tokyo e oltre
Un viaggio gastronomico tra Osaka, Kyoto, Kanazawa, Takayama e Tokyo: tonkatsu, sushi, ramen, dolci e caffè con voti, prezzi e indirizzi dei locali che abbiamo provato.
Scritto da Ludovica Decio

Uno dei motivi per cui abbiamo deciso di partire per il Giappone era senza dubbio il cibo. Un viaggio in questo Paese significa scoprire una tradizione gastronomica variegata, fatta di piatti iconici ma anche di sorprese inaspettate, di locali minuscoli e mercati affollati, di street food profumato e ristoranti raffinati. In questo articolo vogliamo raccontarvi tutto quello che abbiamo mangiato durante il nostro viaggio, con le nostre impressioni, i prezzi, i luoghi e i voti che abbiamo dato a ogni esperienza.
Osaka: la patria dello street food
La nostra avventura culinaria è iniziata a Osaka, città famosa in tutto il Giappone per il suo street food. Camminando tra le luci e le insegne colorate di Dotonbori, non si può non rimanere catturati dal profumo che esce dalle bancarelle e dai piccoli ristoranti.
Il primo piatto che abbiamo provato sono stati i takoyaki di Kukuru, le celebri polpette di pastella con all'interno pezzi di polpo. Sono un'icona della città, servite bollenti e ricoperte da salsa, ma a noi non hanno fatto impazzire: troppo molli, quasi liquidi al centro. Per questo non siamo andati oltre la sufficienza: voto 6 e un prezzo intorno ai 1200 yen.

Molto più convincenti i gyoza di Ohsho, i tipici ravioli giapponesi cotti sulla piastra: semplici, gustosi, perfetti come spuntino a metà giornata. Qui il voto sale a 8, con un prezzo davvero ridicolo, circa 350 yen.
Non potevamo resistere poi al richiamo del King Cheese Ten Yen Bread, una sorta di pancake/waffle ripieno di mozzarella filante che viene venduto un po' ovunque. Bello da vedere, meno da mangiare: troppo pesante, monotono nel gusto, tanto che il nostro voto si è fermato a 5.

Una delle esperienze più famose di Osaka è la fluffy cheesecake di Rikuro's, quella leggendaria torta che traballa tutta quando viene sfornata. Morbida lo è davvero, ma il sapore d'uovo è molto marcato. Io le ho dato solo 5, mentre Giamma l'ha apprezzata un po' di più, dandole 7.

La vera sorpresa però è stata il Katsu Sando di Shinshaibashi Sand, un panino con carne di manzo wagyu che si scioglie letteralmente in bocca. Qui abbiamo sfiorato la perfezione: voto 9, con un prezzo sui 1500 yen.
E se parliamo di perfezione assoluta, allora la medaglia d'oro di Osaka va senza dubbi al Tonkatsu di Katsu Hana. Una cotoletta di maiale spessa, croccante fuori e tenera dentro, accompagnata da cavolo cappuccio, zuppa di miso e riso bianco. Una vera goduria: 10 pieno. Prezzo medio di 2300 yen a persona, indirizzo in zona Kitakyuhojimachi. Un consiglio: scegliete sempre il taglio "Tender", altrimenti rischia di essere un po' troppo grasso.

Infine, un posto molto particolare che vogliamo citare è il Bear Paw Café, un locale gestito da ragazzi con problemi di ansia in un programma di reinserimento sociale. Qui non si entra in contatto diretto con il personale: una zampina di orsetto vi consegna l'ordine attraverso un buco nel muro. Una piccola esperienza tenera e diversa, che merita di essere provata. Prezzo intorno ai 1200 yen per due dolci e due bevande.

Kyoto: tra tradizione e raffinatezza
Dopo Osaka ci siamo spostati a Kyoto, città elegante e tradizionale, dove il cibo rispecchia la stessa atmosfera.
Uno dei dolci più famosi che abbiamo provato è stato il tiramisù al matcha della Maccha House. L'idea ci incuriosiva molto e in effetti la crema è davvero buona, anche se il gusto intenso del tè verde in polvere non ci ha convinti del tutto. Per questo ci siamo fermati a un 7, con un prezzo di circa 800 yen.

Molto scenografico invece il gelato di This is Shizen, una gelateria che nasce da un negozio di fiori. I coni vengono decorati come fossero bouquet, con petali realizzati a mano: un piacere per gli occhi più che per il palato. Voto 7,5, prezzo circa 1000 yen.

A Kyoto ci siamo concessi anche una pausa insolita: uno Starbucks nella via Ninenzaka, ospitato in una casa tradizionale giapponese di oltre 100 anni. Qui si beve il caffè scalzi, seduti sul tatami: più che il cibo (che resta quello standard della catena), l'esperienza vale un 10.

Il momento più emozionante lo abbiamo vissuto però da Sushi Ishimatsu, un piccolo locale scoperto per caso. Seduti al bancone, abbiamo visto il sushiman preparare i nigiri uno per uno davanti a noi. Pesce freschissimo, riso perfetto: una delle migliori esperienze di sushi mai provate. Voto 10, prezzo intorno ai 2000 yen a testa.

Non poteva mancare una visita al Nishiki Market, il mercato coperto più famoso della città. Qui abbiamo fatto un piccolo tour gastronomico, fermandoci tra una bancarella e l'altra. Da segnalare il sushi di salmone di Sushi Sho, tre pezzi a 1500 yen che meritano un 8,5.

Per un buon caffè invece consigliamo %Arabica Kyoto Arashiyama, una piccola caffetteria con una splendida vetrata affacciata sul fiume: ottimo cappuccino, panorama incantevole. Voto 8, circa 1200 yen in due.

Kyoto è anche la città perfetta per provare la carne wagyu. Noi lo abbiamo fatto da Yakiniku Sanda, dove abbiamo grigliato da soli diversi tagli di carne. L'esperienza è divertente e la carne buona, anche se un po' troppo grassa per i nostri gusti. Voto 7,5, spesa di circa 13.000 yen in due.

Ancora carne, ma in una versione diversa, da Gyukatsu Kyoto Katsugyu: qui servono il "tonkatsu di manzo", accompagnato da cavolo, miso e riso, con una piccola griglia sul tavolo per cuocere la carne a piacimento. Molto buono, ma non al livello del tonkatsu di Osaka: voto 8, circa 9000 yen in due.
Kanazawa e Takayama: sorprese fuori rotta
A Kanazawa abbiamo provato il famoso gelato con foglia d'oro di Hakuichi. Scenografico, ma niente più: la foglia d'oro non ha sapore. Voto 7, prezzo sui 1000 yen.
La vera rivelazione però l'abbiamo avuta a Takayama, in un piccolo ristorante trovato per caso: Mitsuki Sushi. Qui abbiamo mangiato sushi e sashimi di altissima qualità e soprattutto assaggiato la carne di Hida, una varietà di wagyu locale che si scioglie letteralmente in bocca. È stata senza dubbio la cena più buona del viaggio: voto 11, circa 13.000 yen in due.
Tokyo: tra modernità e tradizione
Ultima tappa, ma non meno importante: Tokyo, la metropoli dove convivono i ristoranti futuristici e le tradizioni più antiche.
Una delle esperienze più divertenti è stata da Sushiro, una catena di sushi servito sul nastro trasportatore. Si ordina dal monitor, i prezzi sono bassissimi (meno di 1 euro per due nigiri) e la qualità sorprendente. Noi abbiamo speso circa 10 euro a testa e ci siamo alzati pieni e soddisfatti. Voto 9.

Non potevamo saltare Ichiran Ramen, la catena aperta H24 dove si mangia in cabine individuali, personalizzando ogni dettaglio del proprio ramen. Un'esperienza unica e un ramen squisito: voto 9, prezzo circa 7 euro.

Al Tsukiji Market, il mercato del pesce più famoso di Tokyo, abbiamo fatto una scorpacciata di nigiri e sashimi. Il tonno era semplicemente spettacolare: voto 10 per quattro pezzi di sushi a 1500 yen.
Per cambiare un po' stile abbiamo provato anche The God Diner, un ristorante nascosto dietro una vending machine, in pieno stile americano. Locale molto carino, hamburger discreto ma non indimenticabile: voto 7, circa 3200 yen in due.
Tra le esperienze più memorabili c'è stata quella da Café Reissue, famoso per la latte art in 3D. Abbiamo mostrato la foto del nostro animale domestico e ce lo siamo ritrovati riprodotto sulla schiuma del cappuccino. Emozionante: esperienza 100, cappuccio 8, prezzo 3800 yen per due cappuccini e una torta.

Ogni sera a Tokyo si concludeva con una tappa fissa da Naruto, per assaggiare i taiyaki, dolci a forma di pesce ripieni di crema o fagioli rossi. Uno dei nostri comfort food preferiti: voto 9, costo 300 yen.

Tokyo è anche la città delle esperienze bizzarre: al 2D Café sembra di entrare in un fumetto, con pareti e piatti che imitano un mondo bidimensionale. Idea geniale, cibo discreto (voto 7, spesa 1000 yen).

Da Oyoppi Café invece abbiamo ordinato un tè con una mela scolpita a forma di rosa che si apre con l'infusione: bello da vedere, meno da bere (voto 7, 1600 yen in due).

Infine, una dolce sorpresa al Luna Café, dove ci siamo trovati davanti un tiramisù a forma di orsetto, servito in una caffetteria nascosta dentro una lavanderia. Carino da fotografare e anche buono: voto 8, costo 2600 yen per due tiramisù e due caffè.

Conclusioni
Mangiare in Giappone è un viaggio nel viaggio. Da Osaka a Tokyo, passando per Kyoto e Takayama, ogni città ci ha regalato piatti indimenticabili e locali unici. Se dovessimo scegliere i momenti più memorabili diremmo:
- il tonkatsu di Osaka, croccante e perfetto;
- il sushi di Kyoto e Takayama, fresco e sorprendente;
- il divertente ramen di Ichiran a Tokyo;
- e il dolce rituale dei taiyaki di Naruto.
Se state organizzando un viaggio e vi chiedete cosa e dove mangiare in Giappone, la risposta è semplice: lasciatevi guidare dai profumi, sperimentate, e non abbiate paura di entrare nei piccoli locali di quartiere. È lì che spesso si nascondono le esperienze più autentiche.
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Ludovica Decio
Food & Travel content creator — @duelombardialristorante


