Ristorante Cavallino a Maranello: com'è davvero mangiare nel ristorante della Ferrari (e quanto costa)
Abbiamo provato il Ristorante Cavallino a Maranello firmato Massimo Bottura: ambiente, menù Supercars, piatti iconici e quanto si spende davvero.
Scritto da Gianmaria Cipriano

Se sei appassionato di motori, di cucina italiana o semplicemente cerchi un'esperienza diversa dal solito, il Ristorante Cavallino a Maranello è uno di quei posti che almeno una volta nella vita viene spontaneo voler provare. Ma vale davvero la pena? E soprattutto: è solo un ristorante "di nome" o un'esperienza completa?
La risposta breve è: non è un semplice ristorante. È un luogo simbolico dove storia, identità e gastronomia si intrecciano in modo molto più profondo di quanto ci si possa aspettare.
Maranello: molto più di una destinazione gastronomica
Prima ancora di entrare nel ristorante, è importante capire dove ti trovi.
Maranello non è una cittadina qualsiasi: è il cuore operativo di Ferrari. Qui si trovano la fabbrica, la Gestione Sportiva (GES) – il centro nevralgico della Formula 1 – e soprattutto il Museo Ferrari, una tappa quasi obbligatoria per chi arriva in zona.
Il museo racconta tutta la storia del Cavallino Rampante: dalle origini alle auto più iconiche, fino alla Formula 1 con monoposto, trofei e installazioni immersive. Visitare il museo e poi pranzare o cenare al Cavallino crea un filo logico molto forte: prima entri nella storia, poi la "assaggi".
Questo collegamento è uno dei punti più forti dell'esperienza. Ma attenzione: se non ti interessa minimamente il mondo Ferrari, una parte del fascino si riduce parecchio.
Le origini: dalla mensa di Enzo Ferrari a ristorante stellato
Il Cavallino non nasce come ristorante di lusso.
Nel 1950, infatti, era la mensa aziendale voluta da Enzo Ferrari per lui e i suoi dipendenti. Un luogo semplice, funzionale, pensato per chi lavorava ogni giorno alla costruzione delle auto. Ed è proprio questo che rende il posto così interessante: il contrasto tra origine e presente.
Oggi quello stesso spazio è stato completamente rinnovato e trasformato in un ristorante contemporaneo, grazie alla collaborazione con Massimo Bottura – uno degli chef italiani più celebri al mondo – insieme agli chef Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo.
Nel novembre 2025 arriva anche la Stella Michelin, che certifica un percorso già molto chiaro: portare l'identità Ferrari nel mondo della gastronomia.
Ma qui c'è una prima cosa da mettere in discussione: la Stella Michelin è davvero il motivo principale per cui venire qui?
In realtà no. È un valore aggiunto, certo, ma il vero motivo è l'esperienza complessiva. Se vieni solo "per mangiare stellato", potresti trovare alternative altrettanto valide – magari più concentrate esclusivamente sulla cucina.
Ambiente: un viaggio tra design, storia e motori
Entrando al Cavallino si capisce subito che non si tratta di un ristorante qualunque. L'ambiente è stato progettato per raccontare Ferrari senza risultare eccessivo.

La sala principale è caratterizzata da archi eleganti, boiserie in rovere, pelli gialle (richiamo diretto al colore iconico Ferrari) e grandi immagini della Scuderia.

Uno degli elementi più affascinanti è la possibilità di vedere oggetti autentici legati al mondo Ferrari: motori, fotografie storiche e dettagli che rendono l'ambiente quasi museale e affascinante.
C'è anche una sala particolarmente significativa: quella in cui mangiava Enzo Ferrari. Un dettaglio che, da solo, aggiunge un livello emotivo importante all'esperienza.
Poi c'è la Grill Room, uno spazio più dinamico dove si può osservare la preparazione dei piatti alla griglia, con vista su un patio mediterraneo.
Il servizio: preciso, ma non freddo
Uno degli aspetti che spesso viene sottovalutato nei ristoranti di questo livello è il servizio. Qui è stato uno dei punti più convincenti: attento, curato, ma mai rigido o distante. Il personale riesce a mantenere un equilibrio non banale tra formalità e accoglienza.
Ogni gesto è studiato, ma non artificiale. Non hai la sensazione di sentirti a disagio e per noi questo è un grande punto di forza.
Menù: tradizione emiliana e identità Ferrari
La base della proposta gastronomica è chiarissima: l'Emilia. E si sente subito. Piatti come gnocco fritto e salumi, oppure le tagliatelle al ragù battuto al coltello, sono eseguiti con grande rispetto per la tradizione.

Qui non c'è la volontà di stravolgere, ma di valorizzare. E questo è interessante, soprattutto considerando il nome coinvolto (Massimo Bottura), spesso associato a cucina molto creativa. Invece la cucina è piuttosto semplice, pensata per mantenere la tradizione ed esaltare i sapori iconici della cucina emiliana con un tocco di innovazione che non disturba mai.
Oltre al menù alla carta, il Ristorante Cavallino propone anche due menù degustazione:
Benvenuti in Emilia — un vero viaggio tra i sapori della tradizione:
- Crème caramel al Parmigiano Reggiano
- Tortellini
- Cotechino alla Rossini
- Zuppa inglese
Supercars — ispirato alle auto iconiche, più scenografico e più esperienziale. Il ristorante in questo menù trova la sua identità distintiva:
- GTO
- F40
- F50
- ENZO
- LAFERRARI
- F80
- SPEEDFORM
La maggior parte dei piatti dei menù degustazione sono disponibili anche alla carta, come abbiamo fatto noi.
I piatti che abbiamo provato
Abbiamo scelto di ordinare alla carta.

Come antipasto gnocco fritto e salumi: prosciutto crudo Ruliano 36 mesi, mortadella Leonardi, accompagnato da composta di frutta, giardiniera di verdure e ricotta.
Come primi le tagliatelle al ragù battute al coltello — una vera delizia.

Portano anche un piccolo pentolino di ragù a parte, perché come ci hanno detto loro, il ragù non è mai abbastanza.

E poi un piatto iconico: F50 — linguine di Gragnano con astice grigliato, bisque, salsa al prezzemolo e gel di limone. Un piatto curato, equilibrato, ma anche visivamente molto forte.

Il dolce non poteva mancare e lo Speedform è probabilmente il simbolo perfetto del ristorante. A forma di Ferrari, rappresenta un modello del futuro ed è composto da zabaione, aceto balsamico e marasche.
È scenografico, sì. Ma anche buono.
Ma quanto costa il Ristorante Cavallino?
Arriviamo al costo, forse leggendo questo articolo è ciò che più vi stavate domandando.
Con un'esperienza alla carta, si può spendere intorno ai 60–70€ a persona. Nel nostro caso, in due abbiamo speso 123€. I due menù degustazione costano €65 (Benvenuti in Emilia) e €98 a persona (Supercars).
Secondo noi è caro? In realtà pensiamo che dipenda tutto dal parametro che si utilizza per valutarlo:
- Se lo si considera un ristorante "normale", forse può risultare caro sì
- Se lo si rapporta al fatto che sia un ristorante stellato, allora no
- Per un'esperienza legata a Ferrari: noi la reputiamo coerente
Ma c'è una cosa da tenere presente: non stai pagando solo il cibo. Paghi il luogo, la storia, il brand, l'esperienza.
Vale la pena provarlo?
Dire semplicemente "sì" sarebbe troppo facile.
Vale la pena se:
- sei appassionato di Ferrari
- ti piace l'idea di un'esperienza completa, non solo gastronomica
- vuoi provare qualcosa di diverso dal solito
Vale meno la pena se:
- cerchi solo la miglior cucina possibile al miglior prezzo
- non hai interesse per il mondo Ferrari
- preferisci ambienti più semplici e meno "costruiti"
Conclusione
Il Cavallino è un ristorante che funziona perché non prova a essere tutto per tutti. Ha un'identità chiara: raccontare Ferrari attraverso la cucina. E lo fa bene, senza eccessi, trovando un equilibrio tra tradizione e innovazione.
Non è il posto dove andare ogni settimana, ma è uno di quei posti che, almeno una volta, ha senso provare.
La vera domanda quindi non è "vale la pena?" ma: è il tipo di esperienza che stai cercando? Se la risposta è sì, difficilmente uscirai deluso.
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Gianmaria Cipriano
Food & Travel content creator — @duelombardialristorante


